Abendphantasie per voce e pianoforte

Massimo Berzolla

Abendphantasie per voce e pianoforte

  • Data di composizione 1987
  • Durata: 5'

per contralto o basso e pianoforte

o per voce e orchestra

Omaggio a Mahler

su testo di Friedrich Hölderlin (1770-1843)

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TESTO

Vor seiner Hütte ruhig im Schatten sitzt
Der Pflüger, dem Genügsamen raucht sein Herd.
Gastfreundlich tönt dem Wanderer im
Friedlichen Dorfe die Abendglocke.

Wohl kehren itzt die Schiffer zum Hafen auch,
In fernen Städten, fröhlich verrauscht des Markts
Geschäftger Lärm; in stiller Laube
Glänzt das gesellige Mahl den Freunden.

Wohin denn ich? Es leben die Sterblichen
Von Lohn und Arbeit; wechselnd in Müh und Ruh
Ist alles freudig; warum schläft denn
Nimmer nur mir in der Brust der Stachel?

Am Abendhimmel blühet ein Frühling auf;
Unzählig blühn die Rosen und ruhig scheint
Die goldne Welt; o dorthin nehmt mich,
Purpurne Wolken! und möge droben

In Licht und Luft zerrinnen mir Lirb un Leid! –
Doch, wie verscheucht von törichter Bitte, flieht
Der Zauber; dunkel wirds und einsam
Unter dem Himmel, wie immer, bin ich –

Komm du nun, sanfter Schlummer! zu viel begehrt
Das Herz; doch endlich, Jugend! verglühst du ja,
Du ruhelose, träumerische!
Friedlich und heiter ist dann das Alter.

traduzione:

Fantasia serale

Davanti alla sua capanna siede tranquillo all’ombra
Il contadino, al pover’uomo fuma il suo camino.
Ospitale suona per il viandante
Nel borgo pacifico la campana serale.

E anche i naviganti tornano al porto;
In lontane città, lieto si spegne del mercato
L’operoso rumore; sotto una quieta pergola
Splende per gli amici la cena la cena in compagnia.

Io, dove andrò? Vivono gli uomini
Di guadagno e lavoro; alternando la fatica al riposo
Tutto porta alla gioia; perché dunque solo in me
Mai non si calma nel petto l’aculeo?

Nel cielo serale sboccia una primavera;
Innumerevoli fioriscono le rose e pare tranquillo
L’aureo mondo; oh, là prendetemi con voi,
Nubi purpuree! e possa lassù

In luce ed aria sciogliersi per me amore e pena!…
Ma, come turbato dall’insana preghiera, fugge
L’incanto: si fa buio e solo
Sotto il cielo, come sempre, io resto…

Vieni ora, soave torpore! troppe brame ha
Il cuore; alla fine, giovinezza! dovrai pur spegnerti,
Tu senza pace, folle di sogni!
E poi placida e serena è la vecchiaia.)